Fare marketing rimanendo brave persone

Recensione Fare Marketing rimanendo brave persone

Etica e poetica del marketing, il mestiere più discusso al mondo

Carissimi Marketers, ma non siete stanchi delle considerazioni diffuse nell’opinione pubblica sul marketing? Vi siete mai fermati a riflettere sul senso del fare marketing?

Se questi interrogativi vi tormentano nel vostro operare quotidiano, il libro intitolato “Fare marketing rimanendo brave persone” è quello che fa per voi.

L’autore, Giuseppe Morici, tenta di dare un senso complessivo al marketing, considerato anche dallo stesso uno dei mestieri più affascinanti, e al tempo stesso, discussi del mondo. I sette capitoli in cui è diviso il libro, permettono al lettore un percorso logico, un viaggio alla ricerca di un senso profondo nel fare marketing. 

Si prendono da subito le distanze dagli esaltati del marketing che lo considerano quasi come una nuova religione, come vengono criticati i pregiudizi più ciechi e biechi che vedono nel marketing una sola attività di persuasione occulta. L’autore ambisce a suggerire una visione sostenibile, definendo il marketing come una narrazione generatrice di valore.

Come si fa a non essere almeno parzialmente d’accordo con questa definizione?

Il marketing è un’attività umana e come tale è generatrice di valore.

Come viene generato questo valore? Attraverso la narrazione.

Le marche offrono racconti alle persone, le quali acquistando i prodotti di quel brand aderiscono ai valori tratti dalla narrazione di marca. Ed è proprio da questa implicita condivisione che i consumatori, appropriandosi debitamente del senso manifesto della marca, esprimono la propria personalità. L’attività che ci permette di manifestare chi siamo è sicuramente un’attività che genera valore.

Tempo fa, un uomo di marketing della “Harley Davidson” spiegò in una conferenza che in fondo il segreto della famosa azienda motociclistica americana non era quello di vendere le migliori motociclette del mondo, ma piuttosto quello di vendere a un ragioniere di cinquant’anni la possibilità di vestirsi di pelle nera, di correre per le strade dei paesini sperduti di campagna e di spaventare le vecchiette. 

Questo racconto, meglio forse di mille definizioni, spiega il senso della marca che si offre come narrazione al suo pubblico. Una narrazione che ti racconta non cosa puoi avere, ma cosa puoi essere o cosa puoi diventare.

Questo è uno dei tanti spunti che si trovano leggendo queste pagine piene di metafore ed esempi concreti. È un viaggio di formazione in cui non ci si stanca mai. Le tappe sono molteplici e interdisciplinari. 

Si passa dal descrivere cosa sia il cattivo marketing a illustrare come si deve costruire un buon messaggio pubblicitario. Si parte dalle miniature degli amanuensi e si arriva alla teoria degli archetipi dell’inconscio collettivo di Jung. 

La fine di questo percorso alienante garantisce un ritorno alla realtà con un’ottica completamente diversa su cosa significhi fare marketing e cosa comporti. Una visione di un marketing che è rispettoso dell’ambiente e della comunità. Un marketing che certamente vende, ma non tutto, non a chiunque, non a tutti i costi.

Con la consapevolezza finale che si può fare marketing rimanendo anche delle brave persone.

Pier Franco Luigi Fraboni

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