Linkedin, un social in ascesa

Linkedin un social in ascesa

Linkedin, il trend ti sorride

Continua espansione, questa è l’espressione che più caratterizza ad oggi Linkedin, il social network del lavoro.

690 milioni di membri in totale alla fine del primo trimestre 2020, una crescita notevole dai 675 milioni registrati lo scorso Gennaio con un tasso di engagement in aumento del 26%.

Numeri importanti che raccontano come il social creato da Reid Hoffman si stia sviluppando in maniera significativa.

Relantionships matter, le relazioni contano.

Con questo slogan si presenta Linkedin, ed è curioso come il social abbia visto incrementare i propri numeri proprio nei primi periodi di quarantena, quando le relazioni umane sono state messe a dura prova.  

Inutile negare che il rallentamento del mondo lavorativo a causa dell’emergenza Covid-19 abbia favorito l’uso della piattaforma. A beneficiarne non è stato il solo Linkedin: il tempo speso sui social network è cresciuto notevolmente registrano un +69% a inizio aprile rispetto a metà febbraio.

Molti hanno approfittato di questo periodo di stop forzato per fare personal branding, essere più presenti nei vari canali social e rafforzare le proprie connessioni.

Questo è stato un periodo fiorente per i webinar, quanti ne abbiamo visti promossi attraverso Linkedin? Una miriade ed è giusto così, è il miglior luogo virtuale in cui farlo anche se questo chiaramente dipende anche dal target di riferimento.

Un utilizzo consapevole di Linkedin, può portare ad ottenere lead interessati senza che ci sia stato un contatto in prima persona e questo può avvenire attraverso una pianificazione rigorosa di contenuti di qualità per il nostro pubblico di riferimento. 

Purtroppo, il Covid-19 non ha avuto solo effetti benefici per la piattaforma; si riscontrano dei rallentamenti nelle spese pubblicitarie e nelle offerte di lavoro pubblicate all’interno del social. I motivi sono da ricercare nella congiuntura economica sfavorevole di questo particolare periodo storico.

Tra sondaggi e Stories, Linkedin testa nuove funzionalità

In questa sede è interessante evidenziare come Linkedin abbia intenzione di preservare i sempre più importanti livelli di engagement raggiunti attraverso la predisposizione di nuove funzioni.

Abbiamo già assistito all’introduzione dei sondaggi nella piattaforma, abilitati per il momento, solo per alcuni account; gli utenti selezionati hanno reagito positivamente testando la nuova funzionalità anche solo per gioco. Se questa novità avrà il successo ipotizzato in termini di aumento di engagement sarà soltanto il tempo a decretarlo.

Ciò che può significare una vera rivoluzione per la piattaforma di proprietà della Microsoft, è l’introduzione delle Stories.

Innanzitutto, perché le Stories?

Sin dalla loro comparsa, le Stories hanno mostrato livelli di coinvolgimento degli utenti davvero significativi.

Il formato delle Stories è ormai noto, funziona e attrae le nuove generazioni, ma come conciliare questo formato tipico dei “social d’intrattenimento” con il social per il lavoro per eccellenza?

Le stories potranno essere usate per raccontare la giornata lavorativa, i progetti che si stanno sviluppando o perché no quelli appena conclusi.

Attualmente le stories di Linkedin sono disponibili solo per gli utenti del Brasile e dell’Olanda, in preparazione di un lancio più ampio della funzionalità.

Di seguito una carrellata delle caratteristiche più rilevanti delle Stories targate Linkedin:

  • Le Stories potranno essere create solo da mobile;
  • La lunghezza delle Stories sarà al massimo di 20 secondi;
  • Le Stories dureranno 24 ore e gli utenti potranno salvarle;
  • Gli utenti saranno in grado di condividere le storie tramite messaggio con altri membri di Linkedin;
  • Gli utenti potranno messaggiare direttamente dalla storia con il creatore della stessa. Questa funzionalità non è ancora prevista per le pagine aziendali, almeno nella fase iniziale;
  • Gli utenti saranno altresì in grado di gestire quali informazioni del proprio profilo saranno visibili nelle Stories.

Non è la prima volta che Linkedin si lascia contaminare dai cosiddetti “social di intrattenimento”; nel 2018 la piattaforma adottò gli hashtag, nel 2019 le reaction sui post. Il 2020 sarà con tutta probabilità l’anno delle Stories.

Adottarle si rivelerà essere una scelta vincente?

Molto dipenderà dall’abilità della piattaforma e dalla propensione degli utenti a saper coniugare la nuova funzionalità con le caratteristiche intrinseche di Linkedin, caratteristiche che hanno permesso al social di ritagliarsi un posto d’onore nel panorama della comunicazione digitale.

Linkedin ha imparato a stupirci, non ci resta che attendere e assistere agli sviluppi, comunque vada sarà sempre una buona “Stories” da esaminare.

Pier Franco Luigi Fraboni

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